Se non fosse per le macchioline di sangue (preso senza il consenso del donatore) che a volte ci lasciano tra le mani quando le schiacciamo, uccidere le zanzare a mani nude non ci dà molte soddisfazioni. In fondo, le zanzare sono così piccole e leggere che per noi è praticamente impossibile avvertire l’impatto con loro a livello tattile, questo perché in media pesano appena 2,5 milligrammi (quando si nutrono di sangue, però, questo valore può superare anche i 7,5 milligrammi).

Data la struttura corporea inconsistente delle zanzare, è lecito pensare che una semplice pioggia possa rappresentare un pericolo per loro. Le gocce d’acqua della pioggia hanno in media un peso che, considerando anche la velocità di caduta dal cielo, arriva ad essere persino 50 volte superiore a quello della zanzara (in pratica è un rapporto di peso simile a quello che c’è tra un’automobile e una persona. In teoria per le zanzare sarebbe difficile sopravvivere all’impatto con le gocce pioggia, ma nella pratica la situazione è ben diversa e le zanzare riescono a superare perfettamente incolumi anche al più furioso dei temporali estivi. Ma come fanno?

Perché le zanzare sopravvivono alla pioggia

Per capire come le zanzare riescano a sopravvivere alla pioggia, un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology ha realizzato uno studio che ha preso in esame 6 zanzare. Le zanzare sono state chiuse in una teca trasparente la cui parte alta è stata chiusa con una rete abbastanza fitta da non farle scappare, ma avente maglie sufficientemente larghe da permettere di passare alle gocce d’acqua. In un secondo momento, sono state fatte cadere numerose gocce d’acqua e l’esperimento è stato ripreso da una videocamera in grado registrare movimenti ad alta velocità.

Le riprese hanno mostrato che le zanzare vengono effettivamente colpite dalle gocce d’acqua, ma l’esoscheletro elastico e resistente permette loro di sopravvivere all’impatto. Inoltre, la sottilissima peluria idrorepellente che riveste il loro corpo fa sì che l’acqua scivoli via molto velocemente, senza avere il tempo di trascinarle verso il basso. Tale meccanismo risulta altrettanto utile alle femmine, che depongono le uova a pelo d’acqua, senza inzupparsi e finire affogate.

La pioggia è amica delle zanzare

temporali estivi amici delle zanzareNon solo quindi la pioggia non danneggia le zanzare quando le colpisce in volo, ma addirittura risulta una loro (involontaria) alleata. D’estate basta infatti un bel temporale per ridare vita a pozzanghere, piccoli stagni e altri accumuli d’acqua che possono essere utilizzati dalle femmine per deporre le uova. Il discorso è ancora più vantaggioso per la zanzara tigre, che non depone le uova nella classica zattera gelatinosa, ma le lascia una ad una in ristagni d’acqua anche piccolissimi, come ad esempio quelli di un sottovaso, o persino un tappo di bottiglia.

E con le temperature estive, il ciclo di sviluppo da uovo ad adulto può durare anche una sola settimana, perciò dopo la pioggia correte a svuotare tutti i recipienti abbandonati in balcone o in terrazzo. Non vorrete mica ritrovarvi un focolaio alle porte di casa, vero?

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