Quando la notizia è filtrata improvvisamente durante la giornata di oggi, qualcuno magari ha pensato che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto. Non si può tornare indietro ai primi del Novecento, ai cupi tempi delle bonifiche dell’Agro Pontino e dell’era fascista, quando in Italia la malaria faceva paura. E invece è proprio così, man mano le principali testate giornalistiche hanno confermato la morte della bambina ammalata, che si è spenta nell’ospedale di Brescia. In Italia la malaria è tornata ad uccidere. Nel 2017.

E il salto indietro nel tempo c’è stato lo stesso, perché l’ultimo caso in cui la trasmissione della malaria (che avviene soprattutto per via della puntura delle zanzare del genere “Anopheles, rarissime in Italia), risale ad almeno 20 anni fa. Sofia, bambina di 4 anni residente a Trento, non era infatti stata in vacanza in un paese tropicale, dove le malattie trasmesse dalle zanzare sono endemiche, come è capitato ad altri italiani che durante quest’estate sono tornati nel nostro paese portando con loro chi la dengue, chi la zika e chi il West Nile Virus (clicca qui per leggere tutte le malattie trasmesse delle zanzare).

Il caso di Sofia, insomma, sembra piuttosto strano, tant’è che la Procura di Trento e quella di Brescia hanno aperto delle inchieste sulla morte della piccola, che prima di Brescia era stata ricoverata nell’ospedale di Portogruaro e poi ancora Trento. A questo proposito Paolo Bordon, direttore generale dell’Apss (Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino) ha fatto sapere che durante i giorni del ricovero della piccola a Trento, erano presenti in un’altra stanza altri due bambini con la malaria, che sono guariti.

In attesa che le indagini facciano luce sul caso di Sofia, il suo caso getta un fortissimo raggio di sole negli occhi delle autorità sanitarie e delle amministrazioni comunali coinvolte, che a quanto pare sono rimaste gravemente spiazzate dalla presenza della malaria e delle zanzare anofele in Italia, un rischio enorme per la nostra salute che, nel 2017, speriamo tanto di non aver sottovalutato troppo a lungo.

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