A causa dell’allarme Chikungunya nel comune di Roma, le donazioni di sangue degli abitanti della capitale sono state sospese per fini cautelativi. Le misure si applicano anche a qualsiasi donatore non residente nel Comune di Roma, che vi abbia soggiornato (quindi che vi abbia trascorso almeno una notte) successivamente al 25 agosto. Non esiste infatti un test che è in grado di stabilire la presenza del virus della Chikungunya nel sangue, e c’è dunque il rischio che le trasfusioni possano aumentare la diffusione della malattia, portandola in altre città d’Italia.

Il Centro Nazionale Sangue ha già inviato una richiesta alle altre regioni chiedendo di sopperire alla scarsità di sacche che le eccezionali misure adottate a Roma determineranno, e secondo quanto comunicato dal direttore Liumbruno il sangue di alcuni donatori a rischio potrebbe essere utilizzato in caso di necessità, a patto di venire prima sottoposto ad una quarantena di 5 giorni durante i quali si chiederà al donatore di riferire se si sono manifestati in lui i sintomi della malattia, che ricordiamo sono febbre e dolori articolari, accompagnati a volte dalla comparsa di un esantema sulla pelle.

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