È l’agenzia stampa Adnkronos a riportare la notizia secondo cui, negli ultimi giorni, un ampio numero di mamme romane si è riversato sui social network allarmate in seguito ai pruriginosi pomfi comparsi misteriosamente sulla pelle dei loro bambini, pomfi che in alcuni casi si sono infettati al punto da rendere necessario il ricorso agli antibiotici.

Purtroppo, però, non c’è alcun mistero dietro questa faccenda. Il responsabile di queste punture non è un insetto misterioso, bensì la comunissima zanzara tigre, altresì conosciuta come Aedes Albopictus. E non c’è da sorprendersi nemmeno per il periodo dell’anno in cui siamo costretti a registrare una situazione del genere, perché ormai dovrebbe essere chiaro a tutti (o quasi) che i cambiamenti climatici, assieme alla (questa sì sorprendente) capacità di adattamento delle zanzare – soprattutto la zanzara tigre – consentono a questi insetti di superare sempre più facilmente la stagione tardo-autunnale e invernale.

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Nessun allarme, quindi, per la comparsa sulla scena romana di un nuovo insetto particolarmente aggressivo, ma una situazione assolutamente naturale, seppur nuova e alla quale dovremo abituarci, che compare in un contesto, quello romano, ancora scosso dalle conseguenze dell’emergenza Chikungunya dei primi di settembre.

Luigi Gradoni, direttore del Reparto di malattie trasmesse da vettori e sanità internazionale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), spiega chiaramente che “In questo periodo, in ambiente urbano ormai solo la zanzara tigre può pungere: i flebotomi non ci sono, la zanzara comune (Culex pipiens) pur essendo ‘nostrana’ si è adattata meno e si riduce moltissimo d’inverno. La più versatile fra questi insetti è la zanzara tigre, che ha trovato nelle nostre città microambienti che vanno benissimo per riprodursi e riposare, come le micro-raccolte d’acqua, o i tombini. Pungono continuamente, preferibilmente di giorno e fino al crepuscolo. E gli ambienti frequentati dai bambini come le scuole o altri posti chiusi, facilitano le punture“.

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