La lotta alla malaria, che solo nel 2016 ha colpito 216 milioni di persone e ne ha uccise 445mila (di cui l’80% nell’Africa sub-sahariana), si arricchisce a sorpresa di un’arma che i test rivelano efficacissima. Si tratta del colorante blu di metilene.

Cos’è il blu di metilene?

Anche conosciuto col nome di metiltioninio cloruro, il blu di metilene è un colorante scoperto nel 1891 e al tempo impiegato sia nella cura delle infezioni delle vie urinarie, sia allo scopo di ridurre la metaemoglobulina (una variante non funzionale dell’emoglobina a differenza della quale non è in grado di legare l’ossigeno e quindi non ne permette il trasporto da parte dei globuli rossi). A causa delle controindicazioni e dei rischi connessi al suo uso emersi nel tempo, oggi non è più presente nella pratica clinica ed è usato come colorante nell’industria.

Come mai il blu di metilene è così efficace contro la malaria?

I risultati degli esperimenti condotti in Mali, coordinati da Teun Bousema dell’università olandese Radboud e pubblicati sulla rivista The Lancet Infectious Diseases, dimostrano che il blu di metilene, somministrato in concentrazioni non elevate per via endovenosa, è estremamente efficace nell’arrestare il peggioramento della malattia e impedirne il contagio con altri pazienti. Utilizzato in aggiunta alla terapia classica, il colorante contrasta i parassiti in tempi brevi, un fattore fondamentale per impedire che le persone infette vengano punte da altre zanzare che possano poi iniettare il parassita in nuovi soggetti attraverso una nuova puntura.

blu di metilene visto al microscopio
Blu di metilene visto al microscopio

Il “Corriere della sera” riporta il commento Massimo Andreoni, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e past president della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), secondo il quale «Il potere antiparassitario del blu di metilene è noto da tempo. Fino a pochi anni fa il colorante veniva utilizzato, soprattutto in Sud America, per disinfettare campioni di sangue destinati alle trasfusioni provenienti da soggetti in cui c’era la possibilità di infezione da Tripanosoma. Anche in studi fatti su bambini malarici nel 2009 si era dimostrato che il blu di metilene, associato ai farmaci, riduceva la carica parassitaria e in particolare i gametociti, ovvero le forme del parassita malarico che permettono il ciclo biologico e la trasmissione, tramite le zanzare, ad altre persone. Si era quindi capito che la metodica può ridurre la diffusione della malattia, dato confermato in questo nuovo studio: la cosa è di grande interesse visto il “peso” sanitario della malaria nei Paesi in via di sviluppo».

In attesa del vaccino contro la malaria

Se infatti la sperimentazione del vaccino contro la malaria partirà proprio quest’anno, ad oggi non esiste una cura preventiva. Per questo l’efficacia del blu di metilene contro i parassiti, nonostante effetti rischiosi come potenziale (ma ridotta) tossicità, anemia emolitica o aritmia cardiaca, rappresenta di certo una soluzione poco costosa in grado di ridurre in poco tempo la quantità di parassiti nel sangue degli ammalati, il che significa “salvare migliaia di vite”.

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