Fino a solo un paio di mesi fa, l’insistenza delle correnti d’aria fredda di provenienza nord-orientale che sferzavano il nostro Paese a colpi di temperature sotto lo zero aveva avuto se non altro l’effetto positivo di rimandare la primavera e l’inizio della “piaga zanzare” a data da destinarsi. In uno scenario del genere, le abbondanti precipitazioni che si sono susseguite durante il tardo inverno non costituivano affatto un problema, anzi offrivano una parziale rassicurazione contro la temuta siccità estiva, che l’anno scorso era stata devastante anche e soprattutto per via degli incendi, ma l’attuale ondata di caldo ribalta completamente la prospettiva.

Le temperature attese per i prossimi giorni sono infatti paragonabili alle medie dei primi giorni di giugno, il che vuol dire che di colpo la stagione delle zanzare non è solo iniziata, ma ha ottenuto dal meteo un incredibile bonus d’avvio. Temperature medie sopra i 20 gradi per molte ore del giorno significa infatti ottime condizioni di sviluppo per le uova deposte, e l’abbondanza di acquitrini ancora gonfi dopo le copiose piogge offre solo l’imbarazzo della scelta per l’ovodeposizione.

In un contesto del genere, infatti, le zanzare hanno tantissime opzioni per deporre le loro uova, il che rende meno efficaci le operazioni di prevenzione, così come le trappole. Ciò non significa che la questione possa essere bollata come irrisolvibile, perché la lotta alle zanzare non ammette tregua se non una parziale riduzione delle ostilità durante l’inverno, che è l’unico elemento in grado di attenuare il problema senza richiedere l’intervento umano.

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Per tutto il resto dell’anno bisogna combattere con il massimo impegno, e andare all’attacco il prima e il più possibile per evitare di giocare troppo in difesa in seguito. La partita del 2018 con le zanzare è appena iniziata e – indovinate un po’? –  gli avversari hanno già segnato più punti di noi. Diamoci da fare!

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