La notizia che rimbalza dal litorale toscano tra Pisa e Livorno, dove una ristoratrice ha visto letteralmente i clienti del suo locale darsi alla fuga per via delle troppe zanzare, racchiude in sé quanto di peggio si possa fare oggi rispetto al problema delle zanzare:

  • Mancanza di impegno nel contrasto sia da parte delle amministrazioni pubbliche che dai privati
  • Scarica barile delle responsabilità
  • Ricorso dei privati a pratiche fai da te improvvisate e potenzialmente pericolose

La notizia

In sostanza, nella zona di Tirrenia, i ristoratori si lamentano perché i loro locali sono letteralmente invasi dalle zanzare, che causano danni alle entrate economiche (“In sala ci sono talmente tante zanzare che i miei clienti sono andati via mentre cenavano“) e costringono gli esercenti a provare a risolvere il problema da soli, acquistando antizanzare in quantità o ricorrendo a pratiche fai da te (c’è chi dà il ramato la mattina per accogliere i clienti la sera).

Davvero un bel quadretto. D’altra parte, se a fine aprile / primi di maggio la piaga delle zanzare è già insormontabile non può essere un caso, ma solo la diretta conseguenza della mancanza di impegno nelle dovute attività di contrasto.

Ma allora di chi è la colpa?

Gli esercenti se la prendono con l’amministrazione locale e con la ditta incaricata, colpevoli di non aver disinfestato per tempo e in modo efficace, mentre queste respingono ogni accusa al mittente, specificando che le attività antizanzare previste dal Comune riguardano ovviamente i soli spazi pubblici e non quelli privati, dove sembra che le zanzare proliferino.

Il grande classico dello scarica barile all’italiana, dove alla fine l’unica disposta a prendersi la colpa è, come al solito, madre natura. E in fondo il clima fa la sua parte, visto che le abbondanti piogge invernali hanno senz’altro contribuito, al momento dell’arrivo anticipato dei primi caldi, a creare le condizioni ambientali favorevoli alla riproduzione delle zanzare. Come sempre, però, la natura diventa il capro espiatorio per evitare di guardare seriamente alle mancanze umane, declinate sui vari livelli.

Le disinfestazioni sono state svolte correttamente? Perché i ristoratori spendono soldi per rimedi fai da te che sembrano non essere in grado di risolvere il problema, anziché rivolgersi a una ditta professionale? Ma soprattutto, perché il Comune si limita al minimo indispensabile per poi alzare le mani, quando – come in molte altre parti di Italia – le amministrazioni locali emanano delle ordinanze con cui obbligare tutti i residenti (non solo le attività) ad attuare delle pratiche antizanzare, magari offrendo degli incentivi per acquistare prodotti larvicidi e repellenti presso le farmacie comunali?

► LEGGI ANCHE: Come e quando fare la disinfestazione anti zanzare

L’ultimo interrogativo è quello più importante. Perché se l’esercente ha una responsabilità verso i propri clienti di turno, il Comune la ha nei confronti di chi vive e svolge un’attività nel suo territorio. È perciò secondo noi l’Amministrazione la prima responsabile di questa situazione, perché è l’unico attore a disporre della capacità di imporre agli altri di svolgere i compiti necessari a impedire la diffusione delle zanzare.

Torniamo a ripetere che la lotta alle zanzare funziona solo se si fa tutti insieme, di conseguenza è evidente che lo scenario in cui ci si aspetta che siano gli altri a fare quello che dovremmo fare noi non può funzionare. Bastano pochi privati che per pigrizia lasciano pozzanghere o contenitori d’acqua stagnante nel proprio giardino per riempire di zanzare un intero quartiere, pregiudicando la qualità della vita degli abitante e danneggiando le attività turistiche della zona.

Pensateci, la prossima volta che vi ascoltate il solito scarica barile.

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