Zanzare ed estate 2018, occhi puntati su Roma. Dopo che nella tarda estate dell’anno scorso lo scoppio dell’allarme Chikungunya paralizzò di fatto le donazioni di sangue in tutto il Lazio, la gestione del problema zanzare può rappresentare una nuova criticità che andrebbe a sommarsi alla già tragica situazione dei rifiuti e dei mezzi pubblici.

E la lotta non comincia certo sotto le prospettive migliori, se è vero che (mentre in altre città italiane le prime disinfestazioni hanno già avuto luogo) i bandi pubblici per le ditte di disinfestazione di Roma non sono ancora stati resi pubblici. Al momento tutto quello che si sa è che le operazioni di disinfestazione a carico dell’Amministrazione saranno effettuate senza l’uso di sostanze chimiche classificate come “ad elevata tossicità”, bensì ricorrendo all’uso di un batterio, il bacillus thurigensis sphaericus. Quest’arma biologica verrebbe inserita all’interno di un prodotto granulare piccolo, leggero, ma anche resistente quanto basta per consentire al batterio di seguire senza deteriorarsi i flussi d’acqua come fanno le larve di zanzara tigre quando piove, attraversando tombini e caditoie per arrivare infine alle fogne, dove è in grado di impedire alle larve di svilupparsi.


Tante chiacchiere, pochi fatti, zero tempo

Fin qui le parole, ma i buoni propositi non servono a nulla, contro le zanzare. Ci sarebbe un’ordinanza (firmata dal sindaco Raggi la scorsa settimana) che impone agli amministratori di condomini dovranno comunicare entro il 30 giugno al Dipartimento Ambiente il numero, la tipologia, e il responsabile dei trattamenti (quelli privati potranno essere anche adulticidi), ma così resta fuori circa un terzo del territorio, comprendente parchi, riserve, aree di riequilibrio ecologico e paesaggi protetti dove i trattamenti adulticidi sono vietati e dove le ditte che vinceranno i bandi (sono in procinto di pubblicazione ma potrebbero richiedere anche due mesi) potranno intervenire sono in piena estate, quando le zanzare (anche tigre) saranno ormai già così diffuse che combatterle risulterà molto più complicato (e costoso). Nel frattempo, le zanzare potranno agire praticamente indisturbate in queste aree pubbliche, pungendo animali e persone col rischio di trasmettere eventuali malattie, paventando una nuova emergenza.

E visto come a Roma persino i servizi pubblici fondamentali come trasporto e smaltimento rifiuti sono sempre più vicini al collasso, è davvero difficile credere che il Comune abbia la capacità (anche in termini di risorse economiche) di combattere efficacemente il problema zanzare, senza contare che la sempre più diffusa mancanza di ordine sul territorio lascia aperto più di qualche dubbio su come l’Amministrazione Capitolina riuscirà a controllare che i privati rispettino l’ordinanza antizanzare.

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