È incredibile quanto la tecnologia può aiutarci a combattere le zanzare. Non parliamo dei mirabolanti cannoni che promettono di ucciderle a colpi di raggi laser, ma soprattutto del contributo che la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati possono offrire nell’organizzare al meglio le risorse per contrastare la diffusione di questi insetti.

Zanzamapp è un’app gratuita, disponibile per Android e iOS, che permette agli utenti di segnalare la presenza di zanzare nella zona in cui si trovano o vivono, un dato che a livello aggregato consentirebbe, in caso di molte segnalazioni provenienti da tutto il Paese, di realizzare una mappa delle zanzare in Italia aggiornata in tempo reale. Niente male, vero?

Per capire meglio il suo funzionamento e soprattutto l’importanza di utilizzarlo, abbiamo intervistato il dottor Cesare Bianchi, che oltre ad essere il creatore dell’app sostiene in prima persona le spese per permetterci di usare questo strumento, utilissimo per la sicurezza della nostra comunità, un impegno riconosciutogli persino dall’ONU, che lo ha invitato a Ginevra per co-fondare il progetto mondiale “Global Mosquito Alert“.

Intervista al dottor Bianchi di Zanzamapp

Buongiorno dr. Bianchi. Ci racconta gli inizi di Zanzamapp? Come è nata l’idea di una mappa delle zanzare in Italia?

Sono Dottore di Ricerca in Computer Science, e come ricercatore e informatico di lunga esperienza, quando ho visto che non si correva ai ripari per il rischio di diffusione di Zika in Europa (che per fortuna non è ancora arrivato), mi sono chiesto cosa potesse fare l’informatica per aiutare in questa crisi. Sono giunto perciò alla conclusione, avendo anche già esperienza in ricerche di Citizen Science, che solo un monitoraggio diffuso della presenza delle zanzare potesse permettere agli enti preposti di andare a svolgere le necessarie bonifiche e disinfestazioni esattamente *dove* e *quando* necessario.
Da lì, creare un sistema per raccogliere dati in modo da fornire mappe aggiornate in tempo reale sulle segnalazioni, non è stato poi difficile.

Oggi l’app è ricca di nuove funzioni, come quella di poter inviare delle foto delle zanzare catturate. Ci spiega come funziona?

È molto semplice. L’utente, oltre a segnalare la presenza o l’assenza delle zanzare in uno specifico punto geografico, può scattare una o più foto di zanzare, in modo che vengano poi analizzate da degli entomologi per identificare la specie ed aggiungere un ulteriore livello ai dati raccolti.

In realtà il nostro sistema è molto più di una semplice app. Nasce anzi per essere un repository di tutti i dati, a livello nazionale, raccolti sulle zanzare dai vari centri di ricerca, che impiegano trappole sul territorio gestite da entomologi. È ovvio che la quantità di questi dati è di vari ordini di grandezza inferiore rispetto a quelli ottenuti dalla Citizen Science, ma la qualità e attendibilità è nettamente maggiore. Avere un unico database, cosa che noi proponiamo di fare con il nostro sistema che mettiamo gratuitamente a disposizione di tutti i centri di ricerca e di tutte le amministrazioni, permette ovviamente di fare analisi con una significatività statistica molto maggiore.

zanzamappp invia foto
Tra le funzioni di Zanzamapp, c’è anche la possibilità di inviare una foto delle zanzare catturate.

Abbiamo usato Zanzamapp e ci è sembrata ottima, ma ci siamo anche resi conto che può funzionare davvero solo se gli utenti contribuiscono in modo attivo con molte segnalazioni, il che è un problema. Anche se i sondaggi dicono che le zanzare sono l’insetto più odiato dagli italiani, infatti, a sorpresa i nostri connazionali non sembrano disposti ad impegnarsi realmente per contrastare la loro diffusione. Cosa ne pensa?

Il problema è nella percezione dell’inutilità del proprio lavoro, cosa che purtroppo posso condividere con gli utenti, tanto più considerando che l’investimento di tempo e denaro che ho, da solo, affrontato per questo sistema, è di certo molto maggiore rispetto a chi deve solo installare una app gratuita ed impiegare 1 minuto al giorno per indicare la quantità di zanzare presenti dove vive.

Tale inutilità è dovuta al totale disinteresse da parte di tutte le istituzioni, in ogni regione di Italia, per il problema zanzare. Ritengono che sia solo un fastidio dei cittadini e non si rendono conto (a nessun livello, neanche al Ministero o all’Istituto Superiore di Sanità, che ci hanno sempre ignorati) che è invece un problema di salute pubblica.

Di conseguenza si preferisce minimizzare il problema, senza rendersi conto che le malattie portate dalle zanzare, oltre a causare danni alle persone, sono anche una spesa non indifferente per gli ospedali, l’Inps etc.
Basterebbe aumentare un po’ gli investimenti nella prevenzione, per risparmiare molti soldi di sanità pubblica, ed evitare che tante persone si ammalino.

D’altronde la stessa ONU ha riconosciuto in questo metodo, di mappatura collaborativa e continua della presenza delle zanzare, il mezzo più efficacie per combatterle. È ovvio che gli enti preposti alla bonifica devono poi intervenire per tempo, basandosi sugli alert automatici che noi inviamo. Si tratta solo di organizzarsi un po’, ma manca la volontà per farlo. Non posso perciò biasimare i cittadini che conoscendo l’immobilismo burocratico in cui viviamo, si rendono conto che le loro segnalazioni cadono nel vuoto, e smettono.

Secondo lei quali sono i rimedi più efficaci che nel suo piccolo un privato può utilizzare per ridurre il numero delle zanzare?

Consiglio di visitare il nostro sito http://www.zanzamapp.it/ che contiene moltissimi consigli stilati da entomologi, perciò scientificamente validi.

Conosce altre soluzioni tecnologiche anti zanzare degne di nota?

Ciò che posso dire è che è scientificamente provato che i vari sistemi ad ultrasuoni NON funzionano. La tecnologia più efficace, oltre ai veleni e ai repellenti, è probabilmente la zanzariera. Ah… e l’informatica! Con i nuovi mezzi di comunicazione, il fatto che tutti abbiamo un computer in tasca, si possono fare miracoli per coordinarci tutti insieme nella lotta a questo pericoloso animale. Ma forse si era intuito…

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