Se è vero che le zanzare possono dare fastidio anche solo col loro ronzio, quando ad esempio volano vicino alle nostre orecchie mentre dormiamo, il motivo principale per cui sono tanto odiate consiste nella loro puntura, o meglio ancora nel loro morso, attraverso il quale riescono a bere qualche goccia del nostro sangue per poi volare via, lasciandoci in compagnia di una pruriginosa bolla.

Ma come avviene nello specifico la puntura? Quali sono esattamente i rischi connessi al morso della zanzara? Cosa si può fare per evitare di essere punti e cosa invece per limitare il prurito e il dolore successivi alla puntura? Ricordando che la puntura è un’azione che riguarda solo le femmine della specie, che devono ricavare dal sangue degli ospiti le proteine e i nutrienti necessari a sviluppare le uova da deporre in seguito, vediamo di rispondere in modo esauriente a queste domande.

Perché le zanzare ci pungono?

Innanzitutto è opportuno ricordare che a pungerci sono esclusivamente le femmine delle zanzare. Lo fanno perché, attraverso il sangue che succhiano dalle loro vittime, le zanzare riescono ad assorbire le proteine fondamentali per alimentare e deporre le loro uova. Le zanzare insomma ci pungono per un motivo squisitamente riproduttivo, non ce l’hanno con noi, ma noi abbiamo tutto il diritto di avercela con loro! 🙂

>>> LEGGI  “COSA ATTIRA LE ZANZARE E PERCHÉ PUNGONO SOLO ME?”

La Puntura al Microscopio

Tutti abbiamo chiara la dinamica della puntura, perché ognuno di noi l’ha provata sulla sua pelle almeno una volta nella sua vita.

  1. La zanzara plana sulla nostra pelle, ad esempio sulla mano, sul braccio, sulla gamba o sul piede)
  2. Se non viene scacciata prontamente, si mette comoda
  3. Con la sua bocca a proboscide buca la nostra pelle fino a raggiungere una vaso sanguigno
  4. Succhia il nostro sangue fino a saziarsi
  5. Se ne va via senza chiedere nemmeno il conto

Quello che pochi sanno è che la zanzara non possiede un solo pungiglione succhiante, ma usa ben 6 sottilissimi aculei, un vero e proprio sofisticatissimo arsenale che le permette di svolgere in poco tempo un numero incredibile di operazioni.

aghi della bpcca della zanzara
I 6 aghi con cui la zanzara ci punge

 

  • I due aghi più esterni (colore blu) presentano una dentatura nella parte finale. La zanzara li usa per perforare le cellule esterne del nostro epitelio, superando la nostra naturale barriera di difesa contro gli attacchi esterni.
  • I due aghi intermedi (colore giallo) servono invece a tenere divaricata la pelle allo scopo di favorire il passaggio e il movimento dell’ago succhiatore
  • L’ago più grande (colore rosso) riesce a muoversi al di sotto della pelle alla ricerca di un vaso sanguigno dove inserirsi per aspirare il sangue
  • L’ago evidenziato in verde lavora infine in stretta combinazione con quello rosso, rilasciando all’interno del vaso sanguigno una sostanza anticoagulante che rende il sangue più fluido, il che ne favorisce lo scorrere attraverso la proboscide della zanzara

Il video che segue mostra alla perfezione il meccanismo della puntura, filmato al microscopio. In particolare, il filmato spiega anche come, durante la suzione, la zanzara filtri il nostro sangue separando le sostanze nutritive, che vengono trattenute, dalla componente acquosa, che invece viene espulsa all’istante per far spazio solo a quello che serve davvero.

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Il rischio infezione

È assolutamente naturale domandarsi se la puntura di zanzara possa portare un’infezione e, quindi, come trattarla.

La risposta è che la puntura in sé non determina automaticamente un’infezione nella vittima, ma sappiamo bene che la puntura di una zanzara infetta, ad esempio è portatrice del virus Zika o il West Nile, può invece trasmettere la stessa malattia anche a noi. Generalmente queste malattie (qui la lista completa) non sono considerate pericolose per i soggetti sani, specie se scoperte e trattate per tempo, ma possono diventarlo se colpiscono individui immunodepressi o se vengono curate in ritardo.

puntura di zanzara sul piede
Punture di zanzara sul piede

Resta però il fatto che in corrispondenza del luogo dove siamo stati punti si sviluppa una bolla molto fastidiosa, detta “pomfo”. Sebbene la colpa sia sempre da imputare alla zanzara, questo rigonfiamento è in realtà causato dalla risposta del nostro sistema immunitario, che reagisce alla puntura liberando istamina nella zona colpita, una sostanza che ha un effetto vasodilatatore e causa anche lo stimolo che ci spinge a grattarci.

Un richiamo al quale è fondamentale resistere, se non si vuole correre il rischio di innescare un effetto a catena. Infatti, grattandoci, il sollievo sarà solo momentaneo, mentre di fatto andremo ad irritare ancora di più la zona, rinforzando la sensazione di fastidio e ottenendo il solo risultato di permettere alla puntura di zanzara di dare prurito anche dopo diversi giorni.

Questa dinamica è presente soprattutto in caso di punture di zanzare sui bambini, che fanno fatica a resistere alla tentazione di grattarsi e spesso finiscono non solo per prolungare l’agonia, ma anche per lacerare il pomfo e creare una vera e propria piccola ferita che sì, in questo caso può anche infettarsi se non trattata a dovere.

Come curarle?

La soluzione migliore per trattare la puntura di zanzara è intervenire con uno specifico prodotto anti infiammatorio. In commercio se ne trovano moltissimi a base di ammoniaca o aloe vera, applicabili attraverso dei piccoli stick o penne “dopopuntura”, che sono tascabili e facilmente trasportabili in borsa, così da essere utilizzati all’occorrenza soprattutto quando si è all’aperto. Si tratta di prodotti di pronto intervento che, se applicati subito, sono in grado di lenire il prurito e ridurre il gonfiore causato dalla puntura, donando una rinfrescante sensazione di sollievo.

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Ultimo aggiornamento il 18 Giugno 2019 20:22

Controllate sempre l’etichetta del prodotto prima di applicarlo sulla pelle delicata di un bambino, perché una o più sostanze contenute nella penna dopopuntura potrebbero irritarla. Se è ammesso l’uso del prodotto su bambini e (in casi rarissimi sui neonati) deve esserci scritto a grandi lettere perché deve trattarsi di un prodotto specifico per questo scopo.

Se siete stati punti e non disponete di un prodotto ad hoc, infine, vi consigliamo di ricorrere a uno dei tanti rimedi naturali, che includono aceto, bicarbonato, sale e altri ingredienti che possono essere facilmente reperiti in casa (leggete qui la lista dei rimedi naturali contro le punture di zanzara).

Prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione, alcuni lettori ci hanno scritto raccontandoci di aver ridotto drasticamente le punture subite attraverso l’assunzione di sostanze omeopatiche come ad esempio il Ledum Palustre, ma ci sono anche tante altre testimonianze insoddisfatte di chi ha tentato di prevenire le punture di zanzare con l’omeopatia.

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Ultimo aggiornamento il 18 Giugno 2019 20:22

Possiamo dire che nessun sistema di prevenzione, sia esso omeopatico o altro, ha dato risultati positivi confermati e validi su tutti i soggetti. In fondo evitare di essere punti è davvero difficile e quei pochi che ci riescono, al di là dei sistemi che usano, di solito sono fortunati perché hanno vicino dei soggetti che le zanzare dimostrano di apprezzare di più.

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