Nella famigerata composizione poetica di Leopardi, al termine del temporale il paesaggio veniva invaso da un’atmosfera serena e placida, in grado di portare tranquillità anche all’animo umano. Una sensazione ben chiara alle persone che, durante una forte pioggia accompagnata da tuoni e fulmini, sono rimaste alla finestra ad osservare la furia della natura imperversare oltre il vetro, salvo poi godersi la sua ritirata e l’assoluta calma che regna sovrana dopo il suo passaggio.

Eppure, soprattutto nella bella stagione, i classici temporali estivi ci lasciano anche una triste notizia: l’aumento del numero di zanzare nella settimana seguente.

Siamo soliti associare la presenza delle zanzare al caldo torrido e a volte soffocante dell’estate, il che è assolutamente naturale considerando che le alte temperature permettono alle larve di svilupparsi in tempi più brevi del solito, ma l’elemento principale per la loro proliferazione, invece, è l’acqua.

Quindi, parlando di zanzare, quando vediamo un bell’acquazzone estivo c’è poco da esser contenti, non solo perché le zanzare resistono perfettamente alle gocce d’acqua che cadono dal cielo, ma soprattutto perché una pioggia abbondante porterà inevitabilmente alla formazione a terra di pozzanghere e acquitrini che possono trasformarsi negli habitat perfetti per deporre le uova, dando origine a un focolaio.

Ecco perché è fondamentale, dopo la prevenzione nei mesi primaverili, continuare a svolgere anche nei mesi estivi le buone pratiche antizanzare come lo svuotamento sistematico (ogni 2-3 giorni massimo) dei sottovasi e altri contenitori di acqua che le piogge potrebbero riempire. Per la lista completa delle cosa da controllare vi rimandiamo all’articolo sulla prevenzione.

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