Che la zanzara tigre non fosse originaria di queste parti lo sapevamo già, perché i nostri nonni questa zanzara aggressiva, che colpisce soprattutto in pieno giorno, non se la ricordano proprio. Ora però una ricerca italiana sul suo DNA ha permesso di riscoprire la sua storia.

Come riferiscono all’Ansa i ricercatori della Torre e Verena Pichler, lo studio ha analizzato il DNA di 70 zanzare provenienti da tutta Italia, ma anche da Grecia e Albania, confrontando le sequenze genetiche ottenute con quelle raccolte in tutto il mondo e disponibili presso l’Università di Yale. Dalla comparazione sono emerse differenze e somiglianze che permettono di stabilire in quali aree geografiche e in quale successione temporale la Aedes Albopictus è giunta nel Mediterraneo e quindi da noi.

Sappiamo bene, infatti, che questa zanzara è originaria del sud est asiatico e che la sua presenza al di fuori di quest’area è stata riscontrata per la prima volta in Albania, nel 1979. Nonostante le incredibili capacità di adattamento della Aedes Albopictus, però, sappiamo che non è stato da quella invasione che ha iniziato a colonizzare l’intero bacino del Mediterraneo, perché secondo lo studio la sua odierna e vastissima diffusione è la conseguenza di molteplici singole invasioni susseguitesi nel corso degli anni.

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Ad esempio le sequenze genetiche suggeriscono che le zanzare tigre presenti in Albania provenissero dalla Cina, mentre i campioni raccolti successivamente (nel 2000) in Grecia hanno molti più tratti in comune con quelle del sud est asiatico. In Italia, dove questo insetto è arrivato a partire dagli anni ’90, la situazione è molto più complessa, in quanto gli esemplari analizzati presentano sequenze in comune con famiglie provenienti dagli USA (dove già si erano diffuse delle zanzare giapponesi), dall’Albania e in percentuale minore dal Sud-Est asiatico. Ed è proprio la presenza sul nostro territorio di popolazioni di zanzare tigre provenienti da zone diverse a favorire un maggiore mescolamento genetico, con la possibilità che le nuove generazioni sviluppino non solo capacità di adattamento ancora migliori, ma anche resistenze agli insetticidi.

La versione della storia raccontata dal DNA combacia quasi alla perfezione con quella del traffico di pneumatici usati, dove in seguito alle piogge si raccoglie facilmente acqua stagnante che li rende luoghi ideali per deporre le uova.

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