Negli ultimi anni l’ingegneria genetica ha saputo offrire soluzioni interessanti sia nell’ambito del contrasto alla diffusione delle zanzare che nella lotta alle malattie che questi insetti trasmettono.

Un esempio di cui abbiamo già parlato sono le zanzare OGM, ossia geneticamente modificate per impedire la loro riproduzione o per limitare la possibilità di trasmettere alcuni virus, ma gli stessi principi possono essere utilizzati anche per affrontare il problema senza agire direttamente sulle zanzare. Su questa strada, l’ultima e più importante notizia arriva dalla collaborazione tra l’Università del Maryland e l’Istituto di ricerca in scienze della salute del Burkina Faso, che all’interno di un loro progetto di ricerca pubblicato su Science hanno testato l’azione di un fungo geneticamente modificato per sterminare le zanzare.

Un fungo (e il veleno di un ragno) contro le zanzare

Il nome del fungo parassita è Metarhizium, già ampiamente conosciuto ed utilizzato in agricoltura come bio pesticida in virtù della sua capacità di attaccare un ampio range di insetti. Per questo motivo gli scienziati hanno pensato di sfruttare le sue caratteristiche infettive, dotandolo però di un’arma letale, una tossina velenosa che si trova nelle zanne di uno dei ragni più letali del mondo, il ragno dei cunicoli australiano.

La creazione di questa arma biologica, che i ricercatori si sono assicurati essere innocua per altri tipi di insetti, è stata resa possibile dall’ingegneria genetica, alterando in laboratorio il DNA del fungo e rendendolo in questo modo capace non solo di contagiare, ma anche di uccidere le zanzare, nello specifico quelle della specie Anopheles coluzzii, i cui esemplari trasmettono la malaria.

L’esperimento ha avuto luogo in un finto villaggio in Burkina Faso, con acqua, capanne, alberi e tutto quello che le zanzare avrebbero trovato in un villaggio vero, tra cui un vitello che fungesse da cibo. Per scongiurare il rischio che il fungo potesse diffondersi all’esterno, la struttura è stata realizzata all’interno di grandi tende, un ambiente protetto in cui sono state immesse le spore del fungo (inserite in lenzuola di colore nero trattate anche con olio di sesamo) e le zanzare. Alcune tende sono state dedicate a esperimenti di controllo (ad esempio in una è stato usato il fungo non geneticamente modificato).

I risultati? Sorprendenti!

Il fungo “potenziato” ha dimostrato di saper uccidere le zanzare in soli 5 giorni contro i circa 10 della sua versione presente in natura. In soli 45 giorni, come racconta il primo autore della ricerca Brian Lovett, ha praticamente distrutto l’intera popolazione di zanzare, visto che al termine dell’esperimento erano rimaste in vita solo 13 delle 1500 zanzare iniziali, con un tasso di uccisione del 99% e soprattutto senza fare distinzioni tra le zanzare resistenti o meno agli insetticidi tradizionali, che ancora oggi sono i principali strumenti con cui in Burkina Faso si combatte la piaga della malaria, che solo nel 2017 ha colpito 8 milioni di persone nel Paese.

In attesa di valutare i rischi connessi ad un uso del fungo killer su larga scala, sempre altissimi quando si tratta di adottare soluzioni che potrebbero portare a conseguenze inaspettate nell’ambiente, la ricerca dimostra una volta di più l’incredibile efficacia che l’ingegneria genetica offre in favore della lotta biologica alle zanzare.

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