Zanzare e Malaria: i casi tornano a crescere tra Pandemia e stallo dei finanziamenti

La malaria è senza dubbio la malattia più grave tra tutte quelle trasmesse dalle zanzare, con centinaia di milioni di casi registrati ogni anno (soprattutto in Africa) e purtroppo anche centinaia di migliaia di vittime. E purtroppo la cattiva notizia è che negli ultimi anni i casi sono tornati a crescere.

Il motivo, o anzi i motivi, sono più di uno. Come ha infatti spiegato al Sole24Ore Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo Globale, in occasione della Giornata Mondiale contro la Malaria lo scorso 25 aprile, “Dopo anni di costante declino i casi di malaria e i decessi sono in aumento. I finanziamenti si sono stabilizzati e la resistenza ai farmaci e agli insetticidi è in aumento, con il rischio di una recrudescenza della malattia e una perdita dei risultati duramente conquistati. In sintesi, non siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di porre fine alla malaria come minaccia per la salute pubblica entro il 2030”.

Non solo la resistenza ai farmaci, dunque, ma anche un calo generale dei finanziamenti della lotta alla malaria, distratti inevitabilmente dalla Pandemia.

Nuovi aumenti della malaria

I dati parlano chiaro: nel 2020 i casi verificati di malaria sono stati circa 241 milioni, con 627.000 decessi in tutto il mondo, con un aumento di 14 milioni di casi e 69.000 morti rispetto al 2019. Sands lancia l’allarme: “Non possiamo permettere che questo declino continui. Quest’anno, durante la settima conferenza di rifornimento del Global Fund ospitata dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il mondo ha l’opportunità di investire di più per proteggere i traguardi duramente conquistati e tornare sulla buona strada per ridurre i casi di malaria e i decessi. […] Diciotto miliardi di dollari salverebbero 20 milioni di vite, ridurrebbero del 64% il tasso di mortalità per Hiv, tubercolosi e malaria, e rafforzerebbero i sistemi sanitari per costruire un mondo più sano ed equo. Nella lotta contro la malaria, un adeguato finanziamento ridurrebbe i decessi del 62%, ridurrebbe i casi del 66% ed eliminerebbe la malattia da altri sei paesi entro il 2026”.

mappa della malaria
Mappa: distribuzione della malaria a livello globale – Fonte: CDC

 

Nuove armi contro la Malaria

Obiettivi importanti, il cui raggiungimento passa per un aumento importante dei finanziamenti e per nuove soluzioni che blocchino la proliferazione della malattia, causata da un plasmodio che viene trasmesso dalle zanzare del genere Anopheles. Tra le più innovative armi per combattere queste zanzare nei Paesi del mondo in cui sono più diffuse ci sono zanzariere innovative, vaccini, farmaci e lotta biologica con l’ausilio dell’ingegneria genetica.

Nuove zanzariere

Lo stesso Sands ha detto che “Il Fondo globale sta investendo 50 milioni di dollari nel periodo 2021-2024 per introdurre zanzariere di nuova generazione che hanno ridotto quasi della metà i casi di malaria nei bambini al di sotto dei 5 anni in un grande progetto pilota in Tanzania, secondo uno studio pubblicato da The Lancet. Le zanzariere sono trattate con due insetticidi e possono uccidere zanzare resistenti a uno dei due insetticidi”.

» APPROFONDISCI LO STUDIO: “Effectiveness and cost-effectiveness against malaria of three types of dual-active-ingredient long-lasting insecticidal nets (LLINs) compared with pyrethroid-only LLINs in Tanzania: a four-arm, cluster-randomised trial”

Il vaccino

Il vaccino “Rts,s” contro la malaria purtroppo offre un’efficacia piuttosto limitata (30%) a fronte peraltro di un costo sostenuto, ma secondo uno studio, se l’intera serie di dosi venisse somministrata a tutti i bambini che vivono nei Paesi che soffrono la maggiore incidenza della malattia, potrebbe comunque evitare la morte di 23 mila bambini all’anno. Il vaccino non rappresenta dunque una soluzione definitiva al problema della malaria, ma porterebbe risultati se utilizzato come soluzione aggiuntiva di una strategia di lotta più ampia, che includa anche zanzariere e chemioprevenzione stagionale.

Ecco perché, spiega Sands, “Nell’ottobre 2021, l’Oms ha emesso una raccomandazione sull’uso più ampio del vaccino Rts,s. Tale raccomandazione si basava sui dati generati da un progetto pilota finanziato da Global Fund, Gavi, Vaccine Alliance (Gavi) e Unitaid e condotto attraverso programmi di immunizzazione in Ghana, Kenya e Malawi. Lo studio ha mostrato una riduzione del 30% della malaria grave quando il vaccino è stata introdotto in aree dove le zanzariere trattate con insetticidi sono ampiamente utilizzate e dove c’è un buon accesso alla diagnosi e al trattamento”.

«Per accelerare i progressi nella lotta alla malaria, dobbiamo continuare a innovare e utilizzare ogni strumento efficace disponibile. I risultati mostrano che il vaccino può essere un utile strumento ausiliario da aggiungere però all’uso esteso di altri strumenti come la chemioprevenzione stagionale o la distribuzione di zanzariere. Il suo impiego dovrebbe tener conto della situazione epidemiologica del paese; l’efficacia, la fattibilità e l’impatto sul budget; il rapporto costo-efficacia rispetto ai diversi interventi» aggiunge Sands.

Farmaci

Sands ha fatto il punto della situazione anche per quanto riguarda i farmaci contro la malaria, che includono artemisinina e i suoi derivati (artemetere) a cui si associa la lumefantrina. “Contro la malaria, la nuova strategia del Fondo globale si concentra sulla fornitura di interventi integrati più incentrati sulle persone, meglio allineati al contesto e alle esigenze delle singole comunità, affrontando le barriere all’accesso equo, migliorando la qualità dei servizi, affrontando la resistenza e dimostrando il percorso verso l’eradicazione”.

Zanzare Ogm

Parallelamente a queste soluzioni, arrivano i primi risultati sui test che alcune aziende di biotecnologie – come l’americana Oxitec – hanno svolto con zanzare geneticamente modificate. Nel dettaglio, in questo caso, la sperimentazione iniziata ad aprile 2021 nelle Florida Keys si è basata sul rilascio di quasi 5milioni di zanzare maschio del genere Aedes aegypti, opportunamente modificate per trasmettere alla prole femminile un gene che ne comporta la morte prima che possano riprodursi a loro volta.

I risultati hanno mostrato l’efficacia assoluta della strategia e una persistenza del gene letale per almeno 3 generazioni di zanzare, ma sono necessari ancora molti altri test prima di poter azzardare che possano essere ottenuti risultati simili in altri ambienti e con altre specie di zanzara.

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