A qualcuno potrebbe sembrare un sogno, ma oggi la scienza possiede già (in buona parte) gli strumenti per risolvere per sempre il problema delle zanzare, non tanto in relazione alle punture – comunque fastidiose – ma soprattutto rispetto al grave problema delle malattia che trasmettono.

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Tra i rimedi antizanzare più drastici, entra di diritto la soluzione proposta da qualche ricercatore che vorrebbe addirittura sterminare in modo assoluto e definitivo le zanzare. Magari non tutte quante, ma almeno quello che, nutrendosi di sangue per sviluppare le uova, possono essere vettori di virus e parassiti che si stima uccidano ogni anno almeno un milione di persone in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri. Volendo dare qualche numero, parliamo di circa un centinaio di tutte le specie di zanzare esistenti al mondo, che in totale sono 3500).

Le verità è che nonostante le disinfestazioni chimiche delle amministrazioni locali e nonostante l’impiego di trappole e pratiche per controllare la popolazione di zanzare, in alcuni paesi (come ad esempio l’Africa centrale), il loro numero non ha subito significative riduzioni. Per questo alcuni ricercatori pensano a soluzioni più drastiche, che includono la possibilità di sterminare per sempre – ma in modo mirato – le specie di zanzara responsabili della trasmissione delle malattie più pericolose, portandole dritte dritte verso l’estinzione.

La proposta di una biologa americana: estinguere le specie più pericolose di zanzara

Tra queste teorie, la più nota e recente è senz’altro quella proposta circa dieci anni fa dalla biologa Olivia Judson, che sul New York Times scrisse un articolo in cui sosteneva che lo sterminio mirato di 30 specie di zanzare avrebbe non solo salvato la vita a milioni di persone, ma anche avuto un impatto minimo (inferiore all’1%) sulla diversità genetica di questi insetti. Nonostante questi punti a favore, però, la comunità scientifica è rimasta divisa sulla proposta della Judson, perché un’azione del genere avrebbe in breve tempo cancellato milioni di insetti in tutto il mondo, con conseguenze incerte ed incalcolabili sulle catene alimentari dell’intero pianeta.

Ad ogni modo, alcuni tentativi per verificare le teorie della Judson sono stati effettuati, per lo meno a livello locale, e hanno offerto risultati molto significativi. Alcuni scienziati nel Regno Unito hanno sviluppato una versione geneticamente modificata della Aedes Aegypti, responsabile ad esempio della trasmissione del virus Zika e della febbre gialla.

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Zanzare OGM

zanzare ogmModificando il DNA dei maschi della Aedes Aegypti, infatti, i ricercatori sono riusciti a creare una seconda generazione di zanzare estremamente deboli, che sono morte senza riuscire prima a riprodursi. Un primo test, condotto a livello locale nelle Isole Cayman a cavallo tra il 2009 e il 2010, ha portato a una riduzione del 96% della popolazione di quel tipo di zanzare.

Il sistema della modifica genetica è insomma altamente efficace, ma permangono numerose perplessità circa la sua sostenibilità ambientale. Se è vero che gli insetti estinti verrebbero probabilmente rimpiazzati in breve tempo da altri insetti, non è scontato che i loro sostituti non alterino in alcun modo le catene alimentari delle varie zone del mondo. Tanto per fare un paio di esempi, i pipistrelli e un gran numero di uccelli si nutrono di zanzare, e questi sono a loro volta cibo per altri predatori. E se gli studiosi a favore dell’estinzione immaginano che gli insetti che prenderanno il posto delle zanzare assolveranno agli stessi compiti (cibo per uccelli e pipistrelli, impollinazione, etc), nulla si può prevedere rispetto a quali nuovi problemi e malattie potrebbero portare.

Insomma, la strada per l’estinzione delle zanzare è piena di dubbi e lastricata di costosissimo oro, se è vero che per liberare nell’ambiente i milioni di esemplari geneticamente modificati servirebbe una spesa davvero imponente. E allora?

Più che combattere le zanzare, meglio combattere virus e parassiti

Un’alternativa c’è. È altrettanto costosa, ma di certo meno sconvolgente a livello di sostenibilità ambientale. La strada resta quella delle modifiche genetiche, ma in questo caso, invece di essere tese ad interrompere il ciclo di vita delle zanzare, i ricercatori studiano come fare in modo che virus e parassiti non sopravvivano nelle zanzare, in modo che non possano essere trasmessi attraverso la loro puntura. Ammesso che una tale pratica possa dare risultati su larga scala, la sperimentazione è già in corso ma secondo gli esperti richiederà almeno 10-15 anni prima di offrire risultati apprezzabili.

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