Finalmente qualcosa si muove. Per lo meno a livello di amministrazioni comunali. Le zanzare non si combattono solo con serie disinfestazioni delle ditte specializzate, pagate fior di quattrini con le tasse dei cittadini, ma lo si fa assieme ai cittadini, richiedendo loro un contributo attivo.

E chi non si adegua, per pigrizia o per ignoranza, è giusto che paghi. Perché il problema delle zanzare ha dei tratti in comune con quello dei rifiuti. Se una famiglia differenzia con attenzione, mentre quella della casa accanto fa un solo sacco dove butta tutto, questa mina l’efficacia di un progetto che ha a cuore il bene comune.

Con le zanzare, come dicevamo, è lo stesso. Per questo sono sempre più numeroso i comuni che prendono seriamente il problema delle zanzare, specialmente la zanzara tigre, e prevedono multe severe per i cittadini che non seguono le indicazioni delle autorità e non adottano comportamenti virtuosi. Vediamo qualche esempio.

zanzara tigre
La lotta alle zanzare in Italia è soprattutto la lotta alla zanzara tigre

Oltre alla situazione di Occhiobello (provincia di Rovigo), e di Pesaro, delle quali vi abbiamo già parlato, l’Italia mostra esempi virtuosi sempre più numerosi.

È il caso di Maia Alta di Merano, per esempio, dove un’ordinanza del sindaco raccomanda ai cittadini i soliti accorgimenti preventivi nei confronti dello sviluppo delle zanzare. Questo per quanto riguarda le buone pratiche per i cittadini, ma provvedimenti ad hoc sono stati indirizzati anche a responsabili di cantieri e depositi, oltre che ad attività industriali, artigianali e commerciali, a chi ha in gestione copertoni, ai vivaisti e ai proprietari di serre. Nemmeno i cimiteri sono fuggiti all’ottimo piano del sindaco, che ha imposto di trattare l’acqua dei vasi coi larvicidi.

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L’azione si concentra esclusivamente contro le larve, perché combattere gli insetti adulti richiede l’impiego di prodotti chimici che costano di più e che soprattutto hanno un importante impatto ambientale. Chi non si adegua alle prescrizioni del Comune rischia prima un semplice richiamo e poi una sanzione che va dai 100 ai 1000 euro.

Inferiori, ma non per questo meno probabili, le multe che rischiano gli abitanti di Sala Baganza, in provincia di Parma, con ammende fino a 500 euro. Discorso simile anche a Palo del Colle, in provincia di Bari, il cui sindaco ha emanato un’ordinanza che coinvolge privati e imprenditori.

La nuova lotta, concreta e partecipativa, alle zanzare è un fenomeno che riguarda tutta Italia. Notizie simili arrivano infatti anche da Bastia Umbra (Perugia), dove le misure di prevenzione a mezzo prodotti larvicidi coinvolgono direttamente anche gli amministratori di condomini.

Tra le amministrazioni più precise ed esigenti nella lotta alle zanzare, quella di Rimini, che chiede a tutti i cittadini di di non abbandonare negli spazi aperti pubblici e privati (quindi anche terrazzi e balconi di casa) qualunque genere di contenitore che possa riempirsi di acqua piovana e costituire un futuro focolaio. Fanno seguito diverse specifiche su come trattare tombini, fontane, caditoie ed altri contenitori d’acqua che siano invece sotto la gestione (e l’uso effettivo) di un proprietario, che è tenuto ad utilizzare prodotti larvicidi, svuotare quotidianamente i contenitori nei quali si accumula l’acqua per via del loro uso (annaffiatoi, tinelli) e proteggerli con delle reti zanzariere o altri rimedi per evitare che le zanzare possano deporvi le uova.

C’è da scommettere (e ne siamo felici) che il problema zanzare diventi di anno in anno più importante, portando ad una sensibilizzazione sempre più diffusa nella popolazione.

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