Chikungunya a Piacenza: confermato un caso autoctono a Castel San Giovanni il 13 luglio

Un campanello d’allarme

Il 13 luglio è stato confermato a Castel San Giovanni (Piacenza) un caso autoctono di chikungunya (leggi qui per saperne di più su questa malattia). Il paziente, over 65, non ha viaggiato all’estero, segno che la trasmissione del virus è avvenuta localmente, probabilmente tramite la puntura di una zanzara tigre (Aedes albopictus).

Resta da capire se per caso non ci sia, nei dintorni, almeno un’altra persona colpita dalla stessa malattia, magari con sintomi lievi o asintomatica, magari tornata da poco da un viaggio in un Paese dove la chik è diffusa.

I sintomi e la diagnosi

Febbre, dolori articolari e congiuntivite hanno portato il medico di base a segnalare il caso, poi confermato con test di laboratorio. La trasmissione avviene quando una zanzara punge una persona infetta e poi, dopo pochi giorni, un altro individuo.

Le contromisure attivate

Secondo la notizia, riportata da IlFattoQuotidiano.it, sono state attivate localmente queste misure:

  • Ambulanza 118 a Pievetta per monitoraggio sintomi e viaggi recenti.
  • Disinfestazioni in aree pubbliche e private già in corso.
  • Ordinanza comunale per prevenzione domestica: zanzariere, repellenti, vestiti coprenti, eliminazione ristagni.

Un rischio concreto

Non è un caso isolato: dal 2006 al 2023, l’Italia ha registrato 142 casi importati e 93 autoctoni di chikungunya. Le condizioni climatiche e la diffusione della zanzara tigre rendono possibili nuove trasmissioni locali.

Cosa possiamo fare

Riconoscere i sintomi, rivolgersi al medico, e soprattutto intervenire sull’ambiente: niente acqua stagnante, attenzione a tombini e sottovasi. Insomma, tutte le buone pratiche che abbiamo raccolto nella nostra guida alla prevenzione e alle disinfestazione antizanzare.

La lotta alla chikungunya si vince insieme, una zanzara in meno alla volta.

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