Una delle più popolari strategie di lotta biologica alle zanzare è sicuramente quella che poggia sull’uso di esemplari di maschi appositamente sterilizzati in laboratorio. Le zanzare maschio vengono poi liberate in natura e le femmine che si accoppieranno con loro produrranno uova infruttifere, che quindi non daranno mai vita a nuove zanzare.
Questa tecnica si dimostra relativamente efficace nel controllo della popolazione di zanzare fin dal suo primo utilizzo, sebbene offra risultati ancora migliori con gli utilizzi successivi. Come infatti spiega Paolo Gabrieli, scienziato dell’università Statale di Milano, sulle pagine di Adnkronos, “La tecnologia più efficace contro le cosiddette malattie trasmesse da vettori è il controllo delle zanzare. A questo scopo oggi si utilizzano gli insetticidi, che però comportano diversi problemi: possono essere tossici per l’ambiente e la salute umana, e sempre più spesso incontrano insetti diventati resistenti anche a più di un prodotto”. Un po’ come avviene con gli antibiotici, che usati troppo e male favoriscono lo sviluppo di superbatteri invulnerabili ai farmaci, “più utilizziamo insetticidi chimici e più rischiamo di selezionare popolazioni di ‘super zanzare’ insensibili alla loro azione. Servono quindi alternative per controllare le zanzare in maniera eco-compatibile”.
Questo approccio, del quale abbiamo già parlato anni fa quando venne adottato le prime volte negli Stati Uniti, ha il vantaggio di essere eco sostenibile perché non utilizza insetticidi chimici, ma presenta due sostanziali limiti:
- come prima cosa serve tempo, generazione dopo generazione, per assicurare risultati importanti;
- inoltre, le femmine delle zanzare continuano a pungere uomini ed animali perché hanno bisogno di sangue per generare le uova, di conseguenza continuano a rappresentare un rischio di contagio per le malattie che possono trasmettere.
Gabrieli invece ha scelto di puntare su un approccio più mirato, basato non su maschi sterili ma su “maschi killer”. Il suo progetto, per lo sviluppo del quale ha ricevuto una borsa di studio del valore di 150mila euro, si base infatti sempre su delle zanzare maschio modificate geneticamente in laboratorio, ma lo scopo non è più quello di rendere questi esemplari sterili, bensì quello di usarli direttamente per uccidere le femmine durante l’accoppiamento.
Nell’intervista su Adnkronos Gabrieli precisa che “In questo momento parliamo di studi confinati in laboratorio. Lo scopo del nostro lavoro è dimostrare che la tecnica può funzionare nel controllo immediato di popolazioni di zanzare potenzialmente infettive, attraendo nuovi fondi per completare il progetto e trasferirlo dal bancone al campo. Va considerato che la zanzara tigre, specie invasiva al centro dei nostri studi, è un problema in Europa e lo sta diventando anche in Italia. Molto probabilmente i focolai autoctoni di Dengue e Chikungunya che abbiamo registrato sono dovuti proprio alla presenza della zanzara tigre nel nostro Paese, perché è l’unico vettore in circolazione in Italia capace di trasmettere queste malattie. E l’approccio previsto dall’UE è che, se abbiamo la possibilità di estinguere le specie di zanzare invasive, dobbiamo farlo”.
“Ecco dunque che bisogna fare dei distinguo. L’obiettivo del nostro progetto è il controllo della popolazione di zanzare – ribadisce il ricercatore – ma la tecnica dell’amante killer può essere declinata in base alle necessità contingenti e al pericolo rappresentato dalle diverse specie, perseguendo scopi differenti. Bisogna comunque ricordare che nella realtà – riflette Gabrieli – non saremo mai capaci di estinguere una specie dal pianeta Terra, probabilmente neanche di estinguere singole popolazioni a livello locale o micro locale. Si punta sul controllo, perché per trasmettere efficacemente un’infezione serve un certo numero di zanzare determinato da regole e modelli matematici. Se noi teniamo abbastanza basso il numero di zanzare, il ciclo di trasmissione della malattia che portano è molto improbabile”.
Al netto dei vantaggi che lo sterminio di una qualche specie di zanzara porterebbe per quanto riguarda la salute pubblica, ricordiamo che l’estinzione delle zanzare sarebbe un risultato tutt’altro che auspicabile, perché porterebbe un ulteriore ed enorme squilibrio nell’ambiente, con conseguenze a catena nemmeno completamente immaginabili, visto che le zanzare, al di là dei problemi che creano, sono insetti molto utili. Potete approfondire su questa pagina le principali utilità delle zanzare.



