La Dengue è una malattia infettiva di origine virale che sta guadagnando crescente attenzione a livello globale e anche in Italia. A causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento dei viaggi internazionali, questa patologia trasmessa dalle zanzare, un tempo confinata alle regioni tropicali, rappresenta oggi una minaccia concreta e sempre più diffusa, che richiede informazione e consapevolezza. Questo articolo offre una panoramica completa sulla Dengue, basata su dati scientifici e fonti autorevoli, per comprendere cos’è, come si manifesta, quali sono i rischi reali e, soprattutto, come proteggersi.
Introduzione e Panoramica Generale sulla Dengue
Definizione e Scoperta
La Dengue è una malattia causata da un virus della famiglia dei Flaviviridae, noto come Virus Dengue (DENV), del quale si conoscono quattro principali sierotipi (DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4). L’infezione con un sierotipo garantisce un’immunità permanente contro quello specifico tipo, ma solo una protezione parziale e temporanea rispetto agli altri. Anzi, una successiva infezione con un sierotipo diverso aumenta il rischio di sviluppare una forma più grave della malattia.
La prima descrizione clinica riconducibile alla Dengue risale al 1779, ma l’identificazione del virus e la comprensione del suo meccanismo di trasmissione sono avvenute solo agli inizi del XX secolo. Il virus viene trasmesso all’uomo esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes. Le specie principali che fungono da vettore sono l’Aedes aegypti, tipica delle zone tropicali, e l’Aedes albopictus, comunemente nota come zanzara tigre, ormai ampiamente diffusa anche in Italia e in Europa.
Cenni Storici ed Epidemie
L’incidenza della Dengue a livello mondiale è aumentata drasticamente a partire dagli anni ’60, periodo in seguito al quale si sono verificate in tutto il mondo epidemie significative, specialmente nel Sud-est asiatico, nel Pacifico occidentale e in America Latina. Un’importante epidemia da DENV-2 nel 1981 in America Centrale e Meridionale ha evidenziato per la prima volta su larga scala il rischio di Dengue grave in persone che avevano avuto una precedente infezione con un altro sierotipo.
Statistiche e Diffusione Globale
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Dengue è endemica in oltre 100 Paesi, con circa la metà della popolazione mondiale a rischio. Le stime più recenti indicano un’espansione senza precedenti. Nel 2023 sono stati segnalati a livello globale oltre 6,5 milioni di casi e più di 6500 decessi. Il trend di crescita è proseguito nel 2024, con la Regione delle Americhe che continua a registrare il numero più elevato di contagi.

La distribuzione geografica della Dengue copre principalmente:
- Americhe: Brasile, Argentina, Perù e Messico sono tra i Paesi più colpiti.
- Asia: India, Indonesia, Malesia e Vietnam registrano un’alta incidenza.
- Africa: La malattia è presente, sebbene i dati siano spesso sottostimati.
Dengue in Europa e in Italia
Un tempo considerata una malattia d’importazione, legata esclusivamente ai viaggiatori di ritorno da zone endemiche, la Dengue ha iniziato a generare piccoli focolai di trasmissione autoctona (locale) anche in Europa. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) monitora costantemente la situazione, e dal 2010 alcuni casi di trasmissione locale sono stati segnalati in Francia, Spagna e Croazia.
In Italia, la situazione è attentamente sorvegliata. La presenza consolidata della zanzara tigre (Aedes albopictus) crea un rischio concreto di trasmissione locale a partire da casi importati. Nel corso del 2023, infatti, l’Italia ha registrato un numero significativo di casi di Dengue: la maggior parte associati a viaggi internazionali, ma anche alcuni focolai autoctoni, principalmente in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, che hanno attivato immediate misure di disinfestazione e controllo.
Il monitoraggio e la risposta a queste minacce sono coordinati dal Piano Nazionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi (PNA). Questo piano, redatto dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e altre istituzioni, stabilisce le procedure per la sorveglianza dei casi umani, il monitoraggio degli insetti vettori e le strategie di comunicazione del rischio e di disinfestazione in caso di focolai.
Quadro Clinico: Sintomi, Terapie e Vaccini
I Sintomi della Dengue
Dopo un periodo di incubazione che va dai 4 ai 10 giorni dalla puntura della zanzara infetta, la malattia può manifestarsi con diverse intensità. È importante distinguere i sintomi comuni da quelli gravi.
Sintomi comuni/lievi:
- Febbre alta (fino a 40°C), spesso definita “spaccaossa”.
- Mal di testa intenso, con dolore retro-orbitale (dietro gli occhi).
- Forti dolori muscolari e articolari.
- Nausea e vomito.
- Eruzione cutanea (esantema), simile a quella del morbillo.
- Linfonodi ingrossati.
Sintomi gravi o segnali di allarme (Dengue Grave):
La Dengue grave è un’emergenza medica che si manifesta solitamente 3-7 giorni dopo l’inizio dei primi sintomi, spesso in concomitanza con l’abbassamento della febbre. I segnali di allarme includono:
- Dolore addominale intenso e persistente.
- Vomito continuo (almeno 3 volte in 24 ore).
- Sanguinamento dal naso o dalle gengive.
- Presenza di sangue nel vomito o nelle feci.
- Stanchezza estrema, irrequietezza o irritabilità.
- Pelle pallida e fredda.
- Difficoltà respiratorie.
La Dengue grave può portare a complicanze potenzialmente fatali come la sindrome da shock da Dengue (DSS) o emorragie severe.
Terapie e Cure Disponibili
Ad oggi, non esiste una terapia antivirale specifica per curare la Dengue. Il trattamento è puramente sintomatico e mira a supportare il paziente e alleviare i sintomi.
- Per le forme lievi è spesso sufficiente un trattamento gestito a casa. Si raccomanda riposo, adeguata idratazione (bere molti liquidi) e l’uso di farmaci antipiretici come il paracetamolo per controllare la febbre e il dolore. È fondamentale evitare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’aspirina (acido acetilsalicilico), poiché possono aumentare il rischio di emorragie.
- Per le forme gravi: è necessaria l’ospedalizzazione per una gestione medica intensiva, che può includere la somministrazione di fluidi per via endovenosa per contrastare la disidratazione e lo shock, e, nei casi più critici, trasfusioni di sangue.
Quando Cercare Aiuto Medico
Se i sintomi di una persona si aggravano – ad esempio se sperimentano dolore addominale grave, vomitano continuamente, o mostrano segni di emorragie, shock, o altri sintomi gravi – è importante cercare immediata assistenza medica.
Vaccinazione
Esiste un vaccino contro la Dengue approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e disponibile anche in Italia.
- Nome del vaccino: Qdenga (vaccino tetravalente vivo attenuato).
- A chi è raccomandato: Il vaccino può essere somministrato a bambini (a partire dai 4 anni), adolescenti e adulti. In Italia, la vaccinazione non è raccomandata per la popolazione generale, ma è indicata principalmente per i viaggiatori diretti verso aree endemiche, specialmente in caso di soggiorni prolungati, viaggi ricorrenti o in presenza di epidemie. Può essere somministrato indipendentemente da una precedente esposizione al virus.
- Efficacia e somministrazione: Il ciclo vaccinale completo consiste in due dosi somministrate a distanza di 3 mesi l’una dall’altra. Il vaccino ha dimostrato una buona efficacia nel prevenire sia la malattia sintomatica sia le forme gravi.
La Prevenzione è l’Arma Migliore
La misura preventiva più efficace contro la Dengue e le altre patologie che possono essere trasmesse dalle zanzare consiste nell’evitare la proliferazione delle zanzare e le loro punture. Ognuno può contribuire adottando semplici ma fondamentali buone pratiche:
- Eliminare i ristagni d’acqua: La zanzara tigre si riproduce in piccole raccolte d’acqua. Svuotare regolarmente sottovasi, secchi, annaffiatoi, copertoni e qualsiasi altro contenitore che possa accumulare acqua piovana.
- Coprire i contenitori d’acqua: Chiudere ermeticamente cisterne, bidoni e altri contenitori per lo stoccaggio dell’acqua.
- Usare repellenti cutanei: Applicare sulla pelle esposta repellenti contenenti principi attivi come DEET, Picaridina o IR3535, seguendo attentamente le istruzioni riportate sull’etichetta.
- Indossare abiti protettivi: Quando possibile, indossare abiti di colore chiaro che coprano braccia e gambe, specialmente durante le ore di maggiore attività delle zanzare (alba e tramonto).
- Installare zanzariere: Utilizzare zanzariere a maglie strette su finestre e porte per impedire l’ingresso degli insetti in casa.
Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. In caso di sintomi sospetti, si raccomanda di consultare immediatamente il proprio medico curante.
Fonti principali (alcune pagine potrebbero essere disponibili solo in lingue inglese):



