Larvicida anti zanzare

I repellenti ci aiutano a tenerle lontane dalle nostre case (o dalla nostra pelle quando siamo fori), le racchette elettriche ci aiutano ad ucciderle una ad una mentre svolazzano in cerca del nostro sangue, ma se si parla di numeri, nessun rimedio è efficace come le pasticche larvicide. Si tratta di pastiglie effervescenti che, una volta a contatto con l’acqua, rilasciano un agente in grado di colpire le larve di zanzara presenti.

Larvicida anti zanzare

Analizziamo meglio i tipi di larvicida, il loro funzionamento e i risultati che possono portare se utilizzati correttamente.

Larvicida chimico

Gli agenti chimici vanno considerati alla stregua di insetticidi. Possono rivelarsi molto efficaci, ma dal momento che il loro smaltimento non è amico dell’ambiente non vengono più utilizzati. Per fare un esempio, qualche guida anti zanzare rintracciabile in rete promuove l’uso di candeggina per uccidere le larve, ma questa soluzione colpisce indistintamente anche altri organismi.

Larvicida biologico

Come abbiamo visto la strategia migliore per combattere le zanzare è scegliere la guerra biologica. Un larvicida ecologico può consistere ad esempio in un ormone o in un batterio, che sono in grado di interagire / attaccare le larve di zanzara, riuscendo ad esempio ad interrompere il ciclo di sviluppo (le zanzare restano allo stadio di pupe e muoiono senza diventare adulte), a rendere sterili i futuri maschi (che una volta adulti si accoppieranno con le femmine senza che queste depongano uova destinate a svilupparsi), etc.

Questi prodotti agiscono in modo mirato contro le larve di un certo tipo di insetto (quindi ci sono i larvicidi anti zanzare, o quelli che attaccano le larve farfalle), mentre risultano per la maggior parte innocui o poco dannosi nei confronti degli altri organismi.

Come dosare il prodotto larvicida?

Le compresse anti zanzara vanno somministrate, sempre rispettando i dosaggi indicati sulle rispettive confezioni, nei luoghi dove è più probabile che le femmine depongano le uova, ossia dove si formano inevitabili ristagni d’acqua: c’è chi le mette nei sottovasi, chi nelle fontane in giardino, chi nelle caditoie, ma senz’altro la loro principale sfera di applicazione sono i tombini, dove l’acqua piovana confluisce trasportando anche uova di zanzara (incluse quelle di cui ci liberiamo in modo errato, ossia svuotando contenitori nel lavandino o nel bagno.

Generalmente, i diversi agenti anti zanzare presenti nelle confezioni di larvicida sono in grado di agire efficacemente per moltissimi litri d’acqua, ma i dosaggi vanno calcolati seguendo accuratamente le istruzioni d’uso fornite dal produttore, che solitamente sono proporzionate alla carica organica dell’acqua da trattare. In parole povere, più l’acqua è sporca e ricca di micro particelle organiche (l’acqua stagnante col tempo tempo diviene terreno fertile di piccole alghe e numerosi altri micro organismi) più sarà difficile il lavoro dell’insetticida, dell’ormone o del batterio.

Come molte misure preventive, il larvicida deve essere applicato costantemente nel corso dell’anno, soprattutto nel periodo da marzo a ottobre. La frequenza, che a volte può essere di 7 o di 15 giorni, varia a seconda del tipo di prodotto, della sua quantità e dell’eventuale verificarsi di piogge.