West Nile Virus: Cos’è, Sintomi della Malattia, Cure e Prevenzione efficace

Cos’è il West Nile Virus e come si trasmette

Il West Nile Virus (WNV) o Virus del Nilo Occidentale, è un virus appartenente alla famiglia Flaviviridae. I principali vettori per la trasmissione all’uomo sono le zanzare, soprattutto quelle del genere Culex, che sono la tipologia più presente sul nostro territorio. Il ciclo naturale del virus coinvolge uccelli selvatici e zanzare, mentre l’essere umano è considerato un ospite accidentale, che non partecipa al mantenimento del ciclo del virus. In sostanza una zanzara sana può prendere il virus attraverso la puntura di un uccello infetto, e trasmetterlo poi all’uomo mediante una nuova puntura.

Scoperto per la prima volta nel 1937 in Uganda, il WNV si è diffuso negli anni in vari continenti, tra cui l’Europa, con casi anche in Italia.

Focolai ed epidemie: il contesto globale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il West Nile Virus è oggi presente in Africa, Asia, Europa, Medio Oriente e nelle Americhe. In Europa, le epidemie si verificano tipicamente nei mesi estivi e sono più frequenti in paesi dell’area mediterranea e dell’Europa centrale.

Nel 2022, secondo l’ECDC, sono stati segnalati oltre 1.100 casi confermati nell’UE, con l’Italia tra i paesi più colpiti.

West Nile Virus in Europa e Italia

Situazione attuale in Europa

In Europa, la circolazione del virus è ben monitorata dall’ECDC. Si registrano sia casi importati, legati a viaggi in zone endemiche, sia, e con sempre maggiore frequenza, casi autoctoni, cioè contagi avvenuti direttamente sul suolo europeo. Il virus si presenta soprattutto tra giugno e ottobre, con picchi in luglio-agosto. I paesi maggiormente colpiti, come si può anche vedere dalla mappa seguente che riporta i casi cumulati negli ultimi 10 anni, sono Italia, Grecia, Romania e Ungheria.

mappa dei casi di west nile virus in europa negli ultimi 10 anni aggiornata luglio 2025 fonte ecdc

Sorveglianza in Italia

Il nostro Paese è uno dei più colpiti in Europa. Il Piano Nazionale di Sorveglianza, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), integra il monitoraggio umano, veterinario e entomologico, e rileva ogni anno, da maggio a novembre, la circolazione del virus.

La Pianura Padana, per le sue caratteristiche climatiche e ambientali favorevoli alla proliferazione della zanzara Culex, è l’area a maggior rischio. Ogni anno vengono segnalati casi umani, spesso con forme neuro-invasive, e decessi, concentrati prevalentemente nelle regioni del Nord come Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte. I bollettini periodici dell’ISS confermano una presenza costante del WNV, rendendo indispensabili le misure di sorveglianza e prevenzione.

Sintomi, cure e vaccini contro il West Nile Virus

Incubazione

Quanto passa dalla puntura di zanzara alla comparsa dei primi sintomi di West Nile? Secondo quanto riporta il sito dell’Istituto Superiore di Sanitàil periodo di incubazione è molto variabile e va dai 2 agli oltre 14 giorni, addirittura 21 se il soggetto colpito possiede un deficit a carico del sistema immunitario. Tempi di incubazione così variabili e potenzialmente lunghi non aiutano il collegamento del medico tra l’insorgere dei sintomi e la loro causa, ossia la puntura di zanzara (che inoltre, per molti individui, non è un fatto degno di nota), e di conseguenza non aiutano la diagnosi, che può essere confermata attraverso test di laboratorio.

Sintomi del West Nile Virus

Non solo, perché la maggior parte delle persone che contraggono questa malattia è asintomatica o sviluppa sintomi poco evidenti, come avviene con l’encefalite giapponese, un’altra malattia trasmessa dalle zanzare. In circa un soggetto sintomatico su cinque, inoltre, il West Nile virus produce sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei, la cui lieve entità li rende facilmente riconducibili ad un comune raffreddore o al peggio ad una normale influenza.

Nei casi più gravi, che colpiscono in media meno dell’1% delle persone infette, il virus del Nilo Occidentale si presenta invece in forma molto più grave e può causare febbre alta, forti mal di testa, intensi dolori e debolezza muscolare, disorientamento, tremori, generando un’encefalite che può portare alla paralisi e al coma, o persino alla morte (statisticamente parliamo di un caso su mille).

  • Infezione asintomatica (≈80%)
  • West Nile febbrile (20%):
    • febbre moderata
    • mal di testa
    • dolori muscolari
    • nausea
    • sfoghi cutanei
    • stanchezza
  • West Nile neuroinvasivo (<1%):
    • encefalite o meningite
    • rigidità nucale
    • disorientamento
    • tremori
    • paralisi

Terapie e cure disponibili

Al momento non esiste una cura specifica contro la febbre del Nilo Occidentale.

Le linee guida dell’OMS e dell’ECDC raccomandano la gestione dei sintomi e la sorveglianza dei pazienti ad alto rischio. Nei rari casi in cui i sintomi non scompaiono autonomamente e anzi peggiorano, può rendersi necessaria l’ospedalizzazione, con trattamento attraverso somministrazione di fluidi per via intravenosa e respirazione assistita. I pazienti più gravi devono infatti essere costantemente monitorati facendo attenzione all’elevata pressione endocranica, all’incapacità di proteggere le loro vie aeree e all’insufficienza respiratoria che richiede la ventilazione meccanica.

Esiste un vaccino per il West Nile Virus?

Ad oggi non esiste un vaccino autorizzato per uso umano. Sono disponibili vaccini veterinari per i cavalli, ma nessuno per la popolazione generale. Sono in corso studi clinici in Europa e USA.

west nile virus febbre nilo occidentale
By Cynthia Goldsmith, P.E. Rollin, USCDCP – https://pixnio.com/science/microscopy-images/west-nile-disease/micrograph-of-the-west-nile-virus, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=93056601

Prevenzione: la miglior difesa contro il West Nile Virus

La prevenzione rimane allora l’unica difesa efficace.

Prevenzione ambientale

Consiste nel ridurre il numero di vettori del virus (quindi le zanzare), attraverso l’adozione delle migliori pratiche che contrastano la loro diffusione (le trovate elencate alla pagina “Prevenzione anti zanzare“);

  • Evitare ristagni d’acqua (sottovasi, tombini, bidoni aperti)
  • Pulire regolarmente grondaie e caditoie
  • Coprire serbatoi e contenitori d’acqua

Se avete bisogno di approfondire questi aspetti, vi consigliamo di leggere:

Prevenzione individuale

Consiste nel ridurre la propria esposizione alle punture, installando zanzariere in casa, indossando vestiti lunghi e utilizzando degli appositi repellenti per quando si è all’aperto.

  • Usare repellenti cutanei efficaci (es. DEET, Icaridina)
  • Installare zanzariere su finestre e letti
  • Indossare abiti chiari e a maniche lunghe all’aperto, soprattutto la sera

FAQ – Domande frequenti sul West Nile Virus

Il West Nile Virus si trasmette da persona a persona?

No. Non si trasmette da persona a persona. L’infezione avviene solo tramite puntura di zanzare infette.

Esistono esami per diagnosticare il West Nile Virus?

Sì. È possibile identificare l’infezione tramite test sierologici o PCR specifici su sangue o liquido cerebrospinale.

Il West Nile Virus è pericoloso per i bambini?

I bambini tendono a manifestare forme lievi o asintomatiche. I soggetti più a rischio di complicanze sono gli anziani e chi ha un sistema immunitario compromesso.

Il virus può tornare ogni estate?

Sì. In Italia, il virus riemerge ogni estate in aree endemiche. La sorveglianza stagionale è attiva da maggio a novembre.

Come proteggere il giardino dalla zanzara Culex pipiens?

È fondamentale agire su più fronti: eliminare l’acqua stagnante, usare larvicidi e installare trappole. Consulta la nostra guida completa alle trappole antizanzare.

Fonti

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. In caso di sintomi sospetti, si raccomanda di consultare immediatamente il proprio medico curante.

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